spazio Ryouchef
 
Giulietta Boggio Bertinet - Maria Chiara D'Amico
INCARICO
Progetto completo, direzione lavori, arredi
SUPERFICIE 800 mq
LUOGO Milano
CRONOLOGIA Progetto 2013-2014 e ralizzazione 2014

Nell'ambito del complesso di via Tiziano a Milano, tra i cui autori compare Giò Ponti, l'intervento riguarda la rielaborazione del primo piano di un edificio nato negli anni '60 come spazio dedicato alla collettività e al tempo libero. Una destinazione originaria a sala cinematografica di circa 800 mq che nonostante il trascorrere del tempo e il susseguirsi di funzioni, mantiene il suo carattere aggregativo per il quartiere della vecchia Fiera.
Il progetto vuole essere un laboratorio di sperimentazione sul cibo.

Questo tema, attuale in una Milano proiettata verso Expo 2015, viene interpretato e declinato sotto diversi aspetti: la manipolazione, la degustazione, la convivialità, il business.

Nell'articolazione spaziale l'intento si traduce in ambienti dedicati che ruotano attorno ad un fulcro: la scuola di cucina. Posizionata al centro della planimetria, con il suo volume irregolare e trasparente è riconoscibile come prima funzione dal visitatore che accede al piano, determinando, per sottrazione, le funzioni complementari.

L'attività commerciale di vicinato, spazio ibrido passante, propone una selezione di prodotti alimentari ricercati e oggetti per la cucina.
Gli uffici amministrativi, che ritrovano il loro aspetto piú rappresentativo nella grande sala riunioni contrapposta alla scuola, si affacciano sullo spazio commerciale attraverso elementi vetrati.

Il ristorante, infine, caratterizzato da un'atmosfera piú raccolta, mantiene uno sguardo costante sugli ambienti circostanti attraverso l'elemento "finestra" che permette di osservare le attività che si svolgono non solo all'interno, cucina e scuola di cucina, ma anche in strada.

Questo carattere di permeabilità e moltiplicarsi di prospettive, identificabile negli elementi "finestra" ripetuti e nelle grandi pareti vetrate, è un tema ricorrente e indagato con lo scopo di rendere lo spazio luminoso e al tempo stesso dedicato nello svolgersi contemporaneo delle attività.
La permeabilità si evolve poi in duttilità per mezzo delle pareti scorrevoli che permettono con il loro movimento di utilizzare lo spazio come ambiente unico in occasione di grandi eventi.

Questa esigenza ha determinato la scelta di uniformare lo spazio attraverso un linguaggio declinato ma comune che si esprime con l'uso di materiali costruttivi semplici e scelte impiantistiche evidenti. Il tema del laboratorio si traduce in soluzioni progettuali con un voluto carattere industriale.
 
GIULIETTA BOGGIO ARCHIDESIGN - P.Iva 07074700969 - studio@gbarchidesign.it
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