Capilla de la Virgen
 
Progetto, direzione artistica
SUPERFICIE 25 mq
LUOGO Barranquilla, Colombia
CRONOLOGIA Progetto 2016 Realizzazione 2017

Colombia. Alfagres, azienda a conduzione familiare leader nella produzione di pavimenti, si imbarca in un progetto impegnativo: l'acquisto di alcuni terreni nel nuovo portofranco La Cayena a nord-ovest di Barranquilla e la contestuale costruzione di un nuovo impianto produttivo. Come auspicio di buona riuscita viene fatta realizzare una piccola statua che riproduce fedelmente le fattezze della madonnina di Oropa. Questo fatto quantomeno curioso è presto spiegato: la famiglia proprietaria dell'azienda è di origine Biellese e il capostipite, Don Piercarlo Boggio, è rimasto dedito alla Vergine delle sue amate valli.

Ancor piu bizzarra la prima collocazione trovata alla madonnina: un angolo tra le scrivanie dell'ufficio amministratativo della Zona Franca; Fino a che un giorno si è deciso di dare alla Vergine un luogo tutto suo, una cappella dove si potesse andare a dire una preghiera senza essere disturbati dallo scalpiccio delle tastiere.

All'esterno del recinto del portofranco, lungo la strada, era stato posizionato un container-laboratorio della fondazione no-profit La Cayena finanziata dalla stessa Alfagres, all'interno del quale alcune donne disagiate hanno trovato un impiego come sarte specializzate per il porto franco. Avendo la stessa ONG vinto un finanziamento per ingrandire il laboratorio, si è e deciso di accorpare i due edifici in modo da creare un piccolo nucleo esterno all'ingresso della Zona Franca.

Per via della ovvia necessità di contenere i costi si è deciso di progettare la cappella partendo da alcuni container ricevuti in donazione. Il progetto iniziale si è gradualmente trasformato secondo le possibilita costruttive ed economiche della committenza, preservando però i principi generatori.

Un'unica navata il cui centro focale è la madonnina, che si staglia su un fondale stellato ispirato alla decorazione della nicchia che ospita la statua originale. La luce entra attraverso sei feritoie laterali che a coppie scandiscono lo spazio e conferiscono un ritmo alla facciata. Al termine della navata il tetto si alza e, protendendosi verso l'alto, enfatizza la posizione della Vergine, dando spazio alla finestra a forma di croce soprastante il mosaico. La verticalità della parte terminale della navata viene sottolineata all'esterno dall'utilizzo di un rivestimento in pannelli coibentanti che si differenzia dalla finitura in lamiera grecata del resto del container.

La sagoma bianca appuntita della "cúpula" rende il piccolo edificio visibile dall'interno della Zona Franca, e si discosta dalla prevalenza longitunale del terreno in cui sorge, diventandone così elemento caratterizzante.
 
GIULIETTA BOGGIO ARCHIDESIGN - P.Iva 07074700969 - studio@gbarchidesign.it
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